Sono in aumento le evidenze sull’utilità della misurazione della calprotectina nei campioni fecali (FCAL) nel contesto della valutazione delle malattie infiammatorie intestinali, compresi diagnosi, monitoraggio dell’attività della malattia e previsione delle recidive.

Sono state effettuate diverse revisioni sistematiche con meta-analisi su studi per ciascun ambito clinico particolare negli ultimi anni, la maggior parte delle quali è stata incentrata sull’uso di FCAL nella diagnosi di malattie infiammatorie intestinali, ed ha dimostrato la rilevanza del ruolo di questo marcatore nella selezione dei pazienti con sintomi gastrointestinali che non necessitano di ulteriori esami mediante endoscopia.

Per quanto sia stato effettuato un numero inferiore di meta-analisi sull’uso di FCAL come marcatore surrogato di attività della malattia, è stata dimostrata una stretta correlazione fra FCAL ed attività endoscopica delle malattie infiammatorie intestinali.

Per quanto riguarda la capacità predittiva di FCAL per le recidive di queste patologie, una singola meta-analisi ha indicato che il ruolo di questo marcatore per quessta applicazione è più limitato.

Inoltre le soglie di FCAL variano considerevolmente in base all’ambito clinico e, cosa più preoccupante, fra i diversi test disponibili in commercio a causa della mancata interscambiabilità delle concentrazioni di FCAL.

Ciò ha portato alla ricerca attiva di marcatori alternativi, ad oggi ancora in corso. (Clin Chem Lab Med online 2019, pubblicato il 7/1 doi: 10.1515/cclm-2018-1063)

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*